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Ghismunda è un personaggio letterario, quindi è un personaggio vero. E' un'eroina nata dalla penna di Boccaccio (Decameron, IV, 1), che in tempi di sottomissione femminile e di soffocanti convenzioni sociali, difende il suo diritto ad amare, a pensare, a vivere; rivendica il suo essere di carne, la sua giovinezza e la sua intelligenza contro un padre-padrone crudele e innamorato, debole e violento. Ghismunda parla in nome della libertà e dei diritti della persona, parla e soccombe. Ora vuole tornare a dire la sua, vuole uscire dal silenzio dei secoli e sconfiggere chi preferisce l'obbedienza acritica e l'indifferenza passiva, al dubbio inquietante ed alla partecipazione consapevole. Ghismunda è viva.

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limofi: C'è caso e caso.
Quarant'anni fa usciva a Parigi, per i tipi di "Les Editions du Seuil", e quasi in contemporanea in Italia, un'opera che ha fatto epoca.
"Le hasard et la nécessité" (Il caso e la necessità. Saggio sulla filosofia naturale della biologia contemporanea.) scritto da Jacques Monod (1910 - 1976).
Monod scriveva che le alterazioni del Dna sono accidentali, avvengono a caso. E quindi il caso è all'origine di ogni "novità" e di ogni creazione nella biosfera.
Cosa ben diversa dal "caso" di Democrito e Leucippo. Essi riguardavano il caso come una legge che informa la materia. E questa legge, pur non essendo teleologica, non poteva che essere il risultato di un principio costitutivo.
Diciamo che il "caso" dei greci era un pò meno "caso" di quello di Monod.
André Malraux nelle sue "Anti-mémoires" afferma:
"Il XXI secolo sarà religioso o non sarà".
Con religioso, Malraux, intendeva una nuova disposizione d'animo a provare stupore davanti al mistero della diversità.
Niels Bohr direbbe "della complementarità". In meccanica quantistica, infatti, il fotone, la particella elementare della luce, può essere sia un'onda che un corpuscolo.
Questa sarebbe un'antinomia.
Ma solo per chi non si apre alla "vita".
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montenegro: Ho finito proprio stasera di leggere "Dall'ombra alla luce". Devo fare i miei complimenti all'autore. Particolarmente belle sono le parti in cui descrive i momenti della sua infanzia e dell'adolescenza, della semplicità di quei momenti. Olre a descrivere la sua vita, sono anche un valido esempio per descrivere un po' quella che è la sua generazione, e che è anche quella dei miei genitori; la generazione in cui forse i sogni erano ancora "realizzabili", in cui la vita offriva poco (rispetto ad oggi), ma quel poco che dava lo si apprezzava tutto, la generazione con gli "attributi", in cui erano pochi coloro che non avevano le idee chiare sul futuro, forse proprio perchè, a differenza di oggi, erano poche le possibilità, e quindi si riusciva a scegliere facilmente una strada... la generazione dei sacrifici, in cui era relativamente facile costruire e costruirsi una vita... la bella generazione!
Quanto diversa e distante dalla nostra! Noi abbiamo tutto, forse troppo!..oggi tutto sembra possibile!... ma è solo un illusione: la vita che ci si presenta è dura! i tempi sono duri!... bisognerà darci molto da fare e credo non sarà facile!
Tornando al libro e al fatto che avrebbe scelto di diventare professore per puro caso, cioè facendo un corso abilitante, e scegliendolo all'alternativa di diventare segretario comunale... pensavo invece fosse stata una sua innata "passione", se così si può dire, quella di fare il professore! ... beh, a mio parere l'ho avuto come insegnante - e anche a suo, come ha scritto nel libro, è stata la migliore scelta.
E' stato veramente molto più di un professore, e come io e molti dei miei compagni sosteniamo, un maestro di vita!... un esempio di vita! e lo ringrazio per tutti gli insegnamenti che ci ha dato!
Le sue amicizie, il suo attaccamento alla famiglia, alla grandissima famiglia composta da tutti i suoi parenti,i suoi percorsi, la commozione che le ultime righe mi ha lasciato, sono veramente l'esempio di una bella vita!
montenegro
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giulia: Riconoscimenti
Non è facile "maneggiare" una sostanza incandescente qual è il proprio vissuto, soprattutto quando ci si accosta al nucleo primario, quello della famiglia e degli amici.
Lanfranco è riuscito a parlarne con estrema delicatezza e giusto distacco, spesso "scrostandone l'antica ruggine e restituendoli a una lettura più aderente alla realtà".
Nella costruzione dell'opera è stato facilitato da inclinazioni ereditate: il gusto per il racconto della madre e la cura nnel conservare le tracce e le tappe (lettere, foto, certificati, ricevute...) del "mestiere di vivere" del padre. Modi diversi di custodire e salvare la memoria per chi vorrà raccoglierla.
Ma se di queste non può vantare alcun merito, sicuramente gli vanno riconosciuti tenacia e coraggio nell'esercizio dell'intelligenza dei fatti e delle persone a cui si accosta sempre con rispetto e sensibilità.
E puntuali capacità di fondere e disarticolare, allontanarsi e riprendere le fila per chiudere ogni volta il cerchio.
Per essere alla sua prima prova, riteniamo sia stato bravo.
Con ammirazione
giulia
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Ghismunda: "Scrivo per deriva, per dislocamento, scrivo da un interstizio". Uno dei luoghi più affascinanti di questo senso di extralocalità presente nei racconti è la metropolitana parigina. Parigi, patria anch'essa insieme a Buenos Aires.
Un lettore passivo dopo due pagine chiude Cortàzar e trova altro da fare. I racconti migliori per lui sono "agglutinanti di una realtà infinitamente più vasta di quella del loro semplice aneddoto"; sono una calamita che attrae nel lettore "sveglio" un'immensa quantità di concetti, intravisioni, sentimenti e perfino idee che galleggiavano solo virtualmente nella sua memoria e nella sua sensibilità, costringendolo ad uscire da se stesso.
Un lettore di Cortàzar ha sempre vent'anni.
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limofi: Chissà se John Carpenter ha mai letto Julio Cortàzar.
Da quello che scrivi, Ghismunda, il suo "Bestiario" è un assalto alle certezze cartesiane e ci offre la libertà di violare le norme codificate della scrittura. Sembra che rappresenti per la prosa spagnola quello che l'Ulisse è per la prosa inglese.
E chi di noi non vorrebbe intrufolarsi in quegli interstizi della città dove si annida un'altra realtà, ludica e terribile, magica, barbara e cerimoniale che solo i nostri paraocchi razionalistici ci impediscono di vedere?
Ma da quello che dici, Ghismunda, sembra quasi che l'autore cerchi un lettore complice e non passivo, un lettore con l'inventiva necessaria a scoprire da sè i fili che uniscono le varie parti del libro. Le immagini isolate, i personaggi appena suggeriti, le citazioni apparentemente eterogenee.
La mia prima impressione, da quello che scrivi, è che quello di Cortàzar è un universo caotico, browniano, in cui vorticano humor e tragedia, audacia intellettuale e gioco sfrenato, fisica quantistica e Vedanta, jazz e Schuman, sogno e veglia, ragione e follia, storia e immaginazione.
Chissà se, inoltrandomi in questo labirinto, riuscisse a compiersi il miracolo di riportarmi ai miei vent'anni trascorsi ormai da ottanta!
Per scoprire tutto e vedere tutto, per la prima volta.
Con la capacità di mettersi sempre in gioco, con una fedeltà a se stesso e un gusto della sfida.
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LA BUSSOLA

"Agisci dunque in modo da trattare l'umanità, così nella tua persona come nella persona di ogni altro, sempre nello stesso tempo come un fine, e mai semplicemente come un mezzo."
Immanuel Kant

"E' il ben pensare che conduce al ben dire."
Francesco De Sanctis

"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti"
Articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani

"L'unica gioia al mondo è cominciare. E' bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Quando manca questo senso - prigione, malattia, abitudine, stupidità, - si vorrebbe morire."
Cesare Pavese

"Anche se detesto quello che dici, difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo."
Voltaire

"Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi."
Proust

"Un insegnante ha effetto sull'eternità; non può mai dire dove termina la sua influenza."
Henry Adams

"Poiché le guerre cominciano nelle menti degli uomini, è nelle menti degli uomini che si devono costruire le difese della Pace"
Costituzione dell'UNESCO, 1945, preambolo

"Apri un libro. Il libro ti aprirà."
Proverbio cinese

"In fondo, tu scrivi per essere come morto, per parlare fuori del tempo, per farti a tutti ricordo."
Cesare Pavese

"I lettori nascono liberi e liberi devono rimanere."
Vladimir Nabokov

"La vita è il vento, la vita è il mare, la vita è il fuoco; non la terra che si incrosta e assume forma."
Luigi Pirandello

"Chi scrive in modo chiaro ha lettori; chi scrive in modo oscuro ha commentatori."
Albert Camus

"Ciò che è dannoso nel mondo non sono gli uomini cattivi, ma il silenzio di quelli buoni."
Martin Luter King


"La fortuna di un popolo dipende dallo stato della sua grammatica. Non esiste grande nazione senza proprietà di linguaggio."
Fernando Pessoa

"E anche se nessuno mi leggerà, ho forse perduto il mio tempo ad essermi intrattenuto per tante ore libere in meditazioni così utili e piacevoli?"
Montaigne

Decalogo dei diritti del lettore (di Daniel Pennac)

1. Il diritto di non leggere
2. Il diritto di saltare le pagine
3. Il diritto di non finire un libro
4. Il diritto di rileggere
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6. Il diritto al bovarismo
7. Il diritto di leggere ovunque
8. Il diritto di spizzicare
9. Il diritto di leggere a voce alta
10. Il diritto di tacere

Perché leggere

Chi vive, vive la propria vita. Chi legge, vive anche le vite altrui. Ma poiché una vita esiste in relazione con le altre vite, chi non legge non entra in questa relazione, e dunque non vive nemmeno la propria vita, la perde. La scrittura registra il lavoro del mondo. Chi legge libri e articoli, eredita questo lavoro, ne viene trasformato, alla fine di ogni libro o di ogni giornale è diverso da com'era all'inizio. Se qualcuno non legge libri né giornali, ignora quel lavoro, è come se il mondo lavorasse per tutti ma non per lui, l'umanità corre ma lui è fermo. La lettura permette di conoscere le civiltà altrui. Ma poiché la propria civiltà si conosce solo in relazione con le altre civiltà, chi non legge non conosce nemmeno la civiltà in cui è nato: egli è estraneo al suo tempo e alla sua gente. Un popolo non può permettersi di avere individui che non leggono. E' come avere elementi a-sociali, che frenano la storia. O individui non vaccinati, portatori di malattie. Bisogna essere vaccinati per sé e per gli altri. Perciò leggere non è soltanto un diritto, è anche un dovere. Nelle relazioni tra i popoli, la prima e più importante forma di solidarietà è dare informazioni: mai l'altro dev'essere convertito alla nostra supposta superiorità, ma sempre messo in condizioni di scegliere tra le sue informazioni e le nostre. Quando una cultura si ritiene nella fase di superiorità tale che tutte le altre culture devono apprendere da lei, per il loro bene, e lei non può apprendere da nessuna, comincia la sua decadenza.
Ferdinando Camon

Perché divulgare

«Un'onesta e fedele divulgazione è la base di ogni seria cultura, perché nessuno può conoscere di prima mano tutto ciò che sarebbe, anzi è necessario conoscere». «Tranne pochi settori che riusciamo ad approfondire, tutta la nostra cultura è di seconda mano: è difficile o impossibile leggere tutti i grandi romanzi della letteratura universale, tutti i grandi testi mitologici, tutto Hegel e tutto Marx, studiare le fonti della storia romana, russa o americana. La nostra cultura dipende in buona parte dalla qualità di questa seconda mano: ci sono divulgazioni che, pur riducendo e semplificando, trasmettono l'essenziale e altre che falsificano o alterano, magari con presunzione ideologica; i riassunti del vecchio Bignami sono talora più vicini al testo di molte lambiccate interpretazioni psico-pedo-sociologiche».
«Una buona divulgazione invita ad approfondire l'originale».
Claudio Magris

LIBRI IN PILLOLE (stranieri)


Kafka, La metamorfosi:
la bellezza degli uomini-scarafaggio...

Marìas, Domani nella battaglia pensa a me:
quando il caso ti sconvolge la vita...

Mc Court, Le ceneri di Angela:
più poveri di così...

P. Roth, Lamento di Portnoy:
meravigliosamente osceno...

Saramago, Tutti i nomi:
il confine invisibile tra i vivi e i morti...

DeLillo, Rumore bianco:
contro l'idiozia della TV...

Sebold, Amabili resti:
l'orrore raccontato dall'aldilà...

P. Roth, La macchia umana:
contro l'ipocrisia del political correct...

McEwan, Espiazione:
quando il pregiudizio ti fa vedere ciò che non esiste...

Yehoshua, Viaggio alla fine del millennio:
perché lo scontro tra civiltà possa diventare incontro...

P. Roth (ancora lui...), Pastorale americana:
l'amore/odio verso l'America...

P. Roth, L'animale morente:
perché l'amore non ha età...

Vargas Llosa, La festa del caprone:
psicologia e disgusto di un dittatore...

McEwan, Bambini nel tempo:
sconsigliato a chi ha bambini piccoli...

Coetzee, Vergogna:
umiliazione e riscatto di un bianco nella terra dei neri...

John Fante, Chiedi alla polvere:
storia di un "maledetto" aspirante scrittore...

Sándor Márai, Divorzio a Buda:
l'inautenticità della vita borghese...

Saramago, Cecità:
la metafora più convincente della condizione umana...

Joseph Roth, Giobbe:
il dramma della pena senza colpa...

Márquez, L'amore ai tempi del colera:
l'amore come fine e non come mezzo...

LIBRI IN PILLOLE (italiani)


Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore:
10 inizi per 10 libri in un unico libro... Il libro dei libri

Ginzburg, Lessico famigliare:
parole e gesti del nostro vivere quotidiano...

Bassani, Dietro la porta:
dalla scuola alla società, dall'adolescenza alla vita matura...

Maurensig, Canone inverso:
un racconto ad incastro a partire da un violino...

Lucarelli, L'isola dell'angelo caduto:
il luogo simbolo dei "diversi" emarginati dal fascismo...

Striano, Il resto di niente:
la tragica storia di una grande donna del passato...

Pontiggia, La morte in banca:
la morte mentale dei lavori alienanti...

Cerami, Un borghese piccolo piccolo:
l'Italia di ieri e di oggi...

Carofiglio, Testimone inconsapevole:
immigrati e pregiudizi...

Ammaniti, Io non ho paura:
il buio e la violenza degli adulti contro la luce e il bene dei bambini...

Mazzantini, Non ti muovere:
chi ci ama, c'è sempre...

Covacich, Anomalie:
di fronte alle situazioni-limite della vita...

Mastrocola, Una barca nel bosco:
la scuola che non c'è più...

Scurati, Il sopravvissuto:
una scuola, una strage, un professore in cerca della verità...

Terzani, Un altro giro di giostra:
ci rende più intelligenti e più felici, come tutti i suoi libri...

Baricco, Seta:
la forza e la purezza del desiderio...

Meneghello, Libera nos a malo:
come eravamo e come siamo...

Berto, Il male oscuro:
un capolavoro ingiustamente dimenticato...

La poesia


Forse invecchio, se ho fatto un lungo viaggio
sempre seduto, se nulla ho veduto
fuor che la pioggia, se uno stanco raggio
di vita silenziosa... (gli operai pigliavano e lasciavano il mio treno,
portavano da un borgo a un dolce lago
il loro sonno coi loro utensili).
Quando giunsi nel letto anch'io gridai:
uomini siamo, più stanchi che vili.

Sandro Penna

La riflessione e l`impegno

Agli incroci dei venti
Associazione culturale Seingioco
Amnesty International

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