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Ghismunda è un personaggio letterario, quindi è un personaggio vero. E' un'eroina nata dalla penna di Boccaccio (Decameron, IV, 1), che in tempi di sottomissione femminile e di soffocanti convenzioni sociali, difende il suo diritto ad amare, a pensare, a vivere; rivendica il suo essere di carne, la sua giovinezza e la sua intelligenza contro un padre-padrone crudele e innamorato, debole e violento. Ghismunda parla in nome della libertà e dei diritti della persona, parla e soccombe. Ora vuole tornare a dire la sua, vuole uscire dal silenzio dei secoli e sconfiggere chi preferisce l'obbedienza acritica e l'indifferenza passiva, al dubbio inquietante ed alla partecipazione consapevole. Ghismunda è viva.

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Amfortas: Nell'opera lirica, tanto per dare un contributo al post che esuli dal cinema, uno degli esempi di metateatro è "Il Turco in Italia" di Rossini, che non a caso è stata definita come pre-pirandelliana.
A sua volta, il personaggio del "Poeta" ha un antenato nel Don Alfonso del "Così fan tutte" di Mozart.
Mozart e Rossini, tra l'altro, si autocitano spesso nelle loro opere, addirittura nel Don Giovanni la citazione è letterale (nel senso di note musicali e armonia) e seguita da un ironico "questa poi la conosco pur troppo!".
Si noti quel "pur troppo" doppiamnete autoironico: la conosco a sufficienza e la conosco per sfortuna.
Insomma, i grandi, in qualche modo, si sono sempre interrogati sulla loro Arte, come si vede bene anche dagli esempi portati dagli altri commentatori.
Citerei, tra i film sul cinema, almeno Otto e mezzo di Fellini. Aggiungo poi, a livello di voyeurismo e dintorni, il bellissimo "La Conversazione" di Coppola, con uno straordinario Gene Hackman.
Lo so che sono titoli un po'scontati, ma sono un po' limitato su questo argomento.
Ciao!
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limofi: Un aspetto particolare di voyeurismo, e secondo me originale (nel senso etimologico del termine), lo troviamo in "Lisbon Story" di Wim Wenders (1995).
In questo film molto referenziale, c'è naturalmente Lisbona che rappresenta l'ultimo respiro di un'Europa altrove scomparsa. Un'Europa di una bellezza struggente raccontata attraverso le immagini di un'antica casa in rovina, i suoi azulejos dilapidati e la sua accogliente vitalità aperta a tutti.
Il protagonista del film è un cieco che grazie alla realtà virtuale può riacquistare la vista attraverso l'elaborazione dei flussi cerebrali di un vedente, trasmessi direttamente alla sua corteccia cerebrale. Una realtà che per quanto agghiacciante non lo è mai quanto la prospettiva del processo inverso che il film lascia intravedere: la possibilità di ricavare immagini compiute dai nostri flussi cerebrali più reconditi. Rendere visibili quei ricordi e impressioni che formano la nostra identità più profonda. Su questo tema affascinante di voyeurismo del cieco si può fantasticare a lungo come accecati da visioni dell'invisibile.
Chi può avere la misura della nostra capacità di percepire la realtà? L'innocenza dello sguardo è certamente perduta e non da ora, tema anche questo che attravera il film, chiaramente leggibile nel tentativo del regista di ricominciare da capo, di azzerare questi cento e passa anni di rappresentazione nel cinema.
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cargo: Mi viene in mente la pietra miliare "L'uomo con la macchina da presa", dove Dziga Vertov sperimenta le varie potenzialità del cinema mostrando se stesso nel film, mentre "fa" il film. Ma il film più struggente sul cinema nel cinema è sicuramente "Effetto notte" di Francois Truffaut, storia di vite nel film, di amori e sofferenze e passioni che nascono dentro il film che però, in quel momento, è la vita, e dunque la vita può diventare cinema. Ma il genere "metalinguistico" è ricco di esempi e non posso dimenticare un altro capolavoro purtroppo ancora indisponibile in dvd, "L'occhio che uccide" di Michael Powell. Ci fa capire la natura profonda del guardare, vero atto ossessivo oltre la morale, e purtroppo ci dice quanto siamo lontani noi, miseri cinefili, dalla vita reale e dinamica che lasciamo vivere agli altri.
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marianne: è secondo me il più bello di kundera, insieme all'identità.
un salutino,
marianne
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Amfortas: Sai Ghismunda, ho sempre pensato che, in qualche modo, la caduta del Muro abbia avuto un'influenza molto precisa sulle mie cadute personali immediatamente successive.
Di alcune abrasioni mi devo ancora guarire.
Insomma, tanto per non intristirsi troppo, me son piconà come un mona da solo!
Ciao.
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LA BUSSOLA

"Agisci dunque in modo da trattare l'umanità, così nella tua persona come nella persona di ogni altro, sempre nello stesso tempo come un fine, e mai semplicemente come un mezzo."
Immanuel Kant

"E' il ben pensare che conduce al ben dire."
Francesco De Sanctis

"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti"
Articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani

"L'unica gioia al mondo è cominciare. E' bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. Quando manca questo senso - prigione, malattia, abitudine, stupidità, - si vorrebbe morire."
Cesare Pavese

"Anche se detesto quello che dici, difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo."
Voltaire

"Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi."
Proust

"Un insegnante ha effetto sull'eternità; non può mai dire dove termina la sua influenza."
Henry Adams

"Poiché le guerre cominciano nelle menti degli uomini, è nelle menti degli uomini che si devono costruire le difese della Pace"
Costituzione dell'UNESCO, 1945, preambolo

"Apri un libro. Il libro ti aprirà."
Proverbio cinese

"In fondo, tu scrivi per essere come morto, per parlare fuori del tempo, per farti a tutti ricordo."
Cesare Pavese

"I lettori nascono liberi e liberi devono rimanere."
Vladimir Nabokov

"La vita è il vento, la vita è il mare, la vita è il fuoco; non la terra che si incrosta e assume forma."
Luigi Pirandello

"Chi scrive in modo chiaro ha lettori; chi scrive in modo oscuro ha commentatori."
Albert Camus

"Ciò che è dannoso nel mondo non sono gli uomini cattivi, ma il silenzio di quelli buoni."
Martin Luter King


"La fortuna di un popolo dipende dallo stato della sua grammatica. Non esiste grande nazione senza proprietà di linguaggio."
Fernando Pessoa

Decalogo dei diritti del lettore (di Daniel Pennac)

1. Il diritto di non leggere
2. Il diritto di saltare le pagine
3. Il diritto di non finire un libro
4. Il diritto di rileggere
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6. Il diritto al bovarismo
7. Il diritto di leggere ovunque
8. Il diritto di spizzicare
9. Il diritto di leggere a voce alta
10. Il diritto di tacere

Perché leggere

Chi vive, vive la propria vita. Chi legge, vive anche le vite altrui. Ma poiché una vita esiste in relazione con le altre vite, chi non legge non entra in questa relazione, e dunque non vive nemmeno la propria vita, la perde. La scrittura registra il lavoro del mondo. Chi legge libri e articoli, eredita questo lavoro, ne viene trasformato, alla fine di ogni libro o di ogni giornale è diverso da com'era all'inizio. Se qualcuno non legge libri né giornali, ignora quel lavoro, è come se il mondo lavorasse per tutti ma non per lui, l'umanità corre ma lui è fermo. La lettura permette di conoscere le civiltà altrui. Ma poiché la propria civiltà si conosce solo in relazione con le altre civiltà, chi non legge non conosce nemmeno la civiltà in cui è nato: egli è estraneo al suo tempo e alla sua gente. Un popolo non può permettersi di avere individui che non leggono. E' come avere elementi a-sociali, che frenano la storia. O individui non vaccinati, portatori di malattie. Bisogna essere vaccinati per sé e per gli altri. Perciò leggere non è soltanto un diritto, è anche un dovere. Nelle relazioni tra i popoli, la prima e più importante forma di solidarietà è dare informazioni: mai l'altro dev'essere convertito alla nostra supposta superiorità, ma sempre messo in condizioni di scegliere tra le sue informazioni e le nostre. Quando una cultura si ritiene nella fase di superiorità tale che tutte le altre culture devono apprendere da lei, per il loro bene, e lei non può apprendere da nessuna, comincia la sua decadenza.
Ferdinando Camon

Perché divulgare

«Un'onesta e fedele divulgazione è la base di ogni seria cultura, perché nessuno può conoscere di prima mano tutto ciò che sarebbe, anzi è necessario conoscere». «Tranne pochi settori che riusciamo ad approfondire, tutta la nostra cultura è di seconda mano: è difficile o impossibile leggere tutti i grandi romanzi della letteratura universale, tutti i grandi testi mitologici, tutto Hegel e tutto Marx, studiare le fonti della storia romana, russa o americana. La nostra cultura dipende in buona parte dalla qualità di questa seconda mano: ci sono divulgazioni che, pur riducendo e semplificando, trasmettono l'essenziale e altre che falsificano o alterano, magari con presunzione ideologica; i riassunti del vecchio Bignami sono talora più vicini al testo di molte lambiccate interpretazioni psico-pedo-sociologiche».
«Una buona divulgazione invita ad approfondire l'originale».
Claudio Magris

LIBRI IN PILLOLE (stranieri)


Kafka, La metamorfosi:
la bellezza degli uomini-scarafaggio...

Marìas, Domani nella battaglia pensa a me:
quando il caso ti sconvolge la vita...

Mc Court, Le ceneri di Angela:
più poveri di così...

P. Roth, Lamento di Portnoy:
meravigliosamente osceno...

Saramago, Tutti i nomi:
il confine invisibile tra i vivi e i morti...

DeLillo, Rumore bianco:
contro l'idiozia della TV...

Sebold, Amabili resti:
l'orrore raccontato dall'aldilà...

P. Roth, La macchia umana:
contro l'ipocrisia del political correct...

McEwan, Espiazione:
quando il pregiudizio ti fa vedere ciò che non esiste...

Yehoshua, Viaggio alla fine del millennio:
perché lo scontro tra civiltà possa diventare incontro...

P. Roth (ancora lui...), Pastorale americana:
l'amore/odio verso l'America...

P. Roth, L'animale morente:
perché l'amore non ha età...

Vargas Llosa, La festa del caprone:
psicologia e disgusto di un dittatore...

McEwan, Bambini nel tempo:
sconsigliato a chi ha bambini piccoli...

Coetzee, Vergogna:
umiliazione e riscatto di un bianco nella terra dei neri...

John Fante, Chiedi alla polvere:
storia di un "maledetto" aspirante scrittore...

Sándor Márai, Divorzio a Buda:
l'inautenticità della vita borghese...

Saramago, Cecità:
la metafora più convincente della condizione umana...

Joseph Roth, Giobbe:
il dramma della pena senza colpa...

Márquez, L'amore ai tempi del colera:
l'amore come fine e non come mezzo...

LIBRI IN PILLOLE (italiani)


Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore:
10 inizi per 10 libri in un unico libro... Il libro dei libri

Ginzburg, Lessico famigliare:
parole e gesti del nostro vivere quotidiano...

Bassani, Dietro la porta:
dalla scuola alla società, dall'adolescenza alla vita matura...

Maurensig, Canone inverso:
un racconto ad incastro a partire da un violino...

Lucarelli, L'isola dell'angelo caduto:
il luogo simbolo dei "diversi" emarginati dal fascismo...

Striano, Il resto di niente:
la tragica storia di una grande donna del passato...

Pontiggia, La morte in banca:
la morte mentale dei lavori alienanti...

Cerami, Un borghese piccolo piccolo:
l'Italia di ieri e di oggi...

Carofiglio, Testimone inconsapevole:
immigrati e pregiudizi...

Ammaniti, Io non ho paura:
il buio e la violenza degli adulti contro la luce e il bene dei bambini...

Mazzantini, Non ti muovere:
chi ci ama, c'è sempre...

Covacich, Anomalie:
di fronte alle situazioni-limite della vita...

Mastrocola, Una barca nel bosco:
la scuola che non c'è più...

Scurati, Il sopravvissuto:
una scuola, una strage, un professore in cerca della verità...

Terzani, Un altro giro di giostra:
ci rende più intelligenti e più felici, come tutti i suoi libri...

Baricco, Seta:
la forza e la purezza del desiderio...

Meneghello, Libera nos a malo:
come eravamo e come siamo...

Berto, Il male oscuro:
un capolavoro ingiustamente dimenticato...

La poesia


Forse invecchio, se ho fatto un lungo viaggio
sempre seduto, se nulla ho veduto
fuor che la pioggia, se uno stanco raggio
di vita silenziosa... (gli operai pigliavano e lasciavano il mio treno,
portavano da un borgo a un dolce lago
il loro sonno coi loro utensili).
Quando giunsi nel letto anch'io gridai:
uomini siamo, più stanchi che vili.

Sandro Penna

La riflessione e l`impegno

Agli incroci dei venti
Associazione culturale Seingioco
Amnesty International

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